Nel vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei più interessanti al mondo per le capacità che offre per lo studio dei fenomeni che sprigiona dalle sue continue attività, insistono, in modo pressoché costante, delle fuoriuscite di Gas che influenzano positivamente il vigneto Etna caratterizzando in modo unico, la vigna ed i vini che si realizzano da questi.
Il team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia della Sezione di Catania Osservatorio Etneo, monitora costantemente il Vulcano e studia le sue attività, anche per capire se queste daranno luogo a eruzioni con fuoriuscite di magma, ceneri, lapilli, scosse sismiche e terremoti che potrebbero procurare danni alle strutture, alle case e alla popolazione che vive nelle sue pendici e non solo.
Alle quote sommitali del vulcano e vicino ai crateri, sono installate stazioni di monitoraggio fisse e automatizzate che inviano i dati raccolti direttamente all’Istituto (INGV) H24 per essere analizzati e, vengono svolti rilevamenti, in modo fisico, alle quote più basse e spesso proprio nelle Vigne Etnee specialmente nella zona orientale, essendoci, al di sotto, delle faglie molto importanti conosciute e mappate che si sono formate nel sottosuolo ad una distanza di 5/7 KM circa. Queste faglie sono delle fratture nello strato di rocce sottostante al terreno e la loro frattura è stata provocata dai terremoti. Da queste faglie fuoriescono Gas, essendo inglobati nel magma sottostante, fra di essi l’elemento più abbondante è l’acqua (H2O), questa, quando dallo stato liquido passa allo stato di vapore aumenta il suo volume di circa 1000 volte producendo energia e diventando il maggiore propulsore di spinta per la risalita del magma. I Gas inglobati nel magma sono: l’anidride carbonica (CO2), specie dello zolfo (SO2, H2S), idrogeno (H2), monossido di carbonio (CO), metano (CH4), specie acide del cloro e del fluoro (HCl, HF) oltre a piccolissime quantità di Gas rari quali elio (He), neon (Ne) ed argon (Ar). Questi Gas che fuoriescono dalle faglie (fratture) e che vengono misurati e presi in esame dai ricercatori all’interno dei vigneti terrazzati delle contrade del vulcano sono essenzialmente 2; l’Anidride Carbonica (CO2) e l’Anidride Solforosa (SO2), essendo questi due, da principale indicatore per capire se si sarà in prossimità di eruzioni. Maggiore sarà la quantità di questi due elementi rilevata dalla strumentazione in mano ai ricercatori, maggiore sarà la possibilità di trovarsi davanti ad un’imminente eruzione con le eventuali conseguenze e le possibilità di aperture di nuove faglie e crateri essendo l’Etna un Vulcano assai dinamico.
Le faglie che si trovano al disotto dei vigneti dell’ Etna e i Gas che si propagano nel terreno con valori considerevoli sono quelli a specie di zolfo, Anidride Solforosa (Diossido di Zolfo) e L’acido solfidrico altrimenti noto come idrogeno solforato o solfuro di idrogeno dal tipico odore di uova marce, questi due elementi compongono alcuni prodotti che sono utilizzati per effettuare i trattamenti annuali in vigna ed anche in cantina, essendo, l’Anidride Solforosa, un antisettico, antiossidante, antiossidasico e nucleofilo che viene utilizzato nelle sue diverse fasi di lavorazione delle uve e fino all’imbottigliamento.
L’Etna, con la sua dinamicità regala trattamenti in vigna con sostanze a base di Zolfo che vengono assorbiti dai ceppi di vite in modo costante e variabile in base alla quantità di attività eruttive che questo produce, irrorando il Vigneto Etna e donando unicità di territorio, inequiparabile, rispetto ad altri territori vitivinicolo del Pianeta.
Un altro fattore importante che caratterizza in modo incisivo il vigneto Etna, sono le ceneri, essendo queste ricche di minerali, facendo da fertilizzante ed avendo altri elementi rari che vanno a nutrire il microbioma del terreno. (leggi).
L’INGV ha realizzato una mappa sulle faglie dell’Etna e il consorzio dell’ Etna Doc una mappa delle contrade, basterà, semplicemente, sovrapporre le mappe per capire, con estrema precisione, quali sono le contrade dell’Etna e le vigne colpite da questo interessante e unico fenomeno che li caratterizza maggiormente rispetto ad altri dello stesso territorio dell’Etna Doc.

In questo video, al minuto 2.34 nell’episodio sui Gas, i ricercatori dell’INGV daranno spiegazioni e motivazione sul monitoraggio dei Gas in risalita dalle faglie che si propagano nel terreno sovrastante e limitrofo e, si potrà vedere e capire, molto chiaramente, che i rilevamenti sono svolti nella zona orientale dell’Etna in vigne terrazzate dove giacciono ceppi di 30/40 anni circa che potrebbero essere a piede franco.

